Passare da strutture dì peccato che generano guerre con frutti di morte a strutture di giustizia che portano la pace è quanto propone papa Leone XIV nella enciclica Magnifica humanitas https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html. E Francesco d’Assisi di cui celebriamo l’ottavo centenario del suo transito indica che una autentica conversione consiste nel fare misericordia.
Cogliendo tali preziose indicazioni la quinta edizione del Festival dell’ecologia integrale ha come tema la pace.
Non un irenismo inconcludente e neppure voler semplicemente essere lasciati in pace, ma quella generata, come scrive Vasilij Grossman, da una bontà modesta, senza sfarzo né pretese. La visibilità di questa piccola bontà è fragile; è quella “della vecchia che porta un pezzo di pane a un prigioniero, la bontà del soldato che fa bere dalla sua borraccia un nemico ferito, la bontà della gioventù che ha pietà della vecchiaia […] Ho visto che non l’uomo è impotente nella lotta contro il male, ma che il potente male è senza forza quando lotta con l’uomo. Nell’impotenza della bontà fine a sé stessa consiste il segreto della sua immortalità. Essa è invincibile”.