La nostra storia

Abbadesse 1978-1

Santa Chiara d’Assisi

San Francesco d’Assisi

Il carisma dispiegato nei secoli

Documenti del Magistero sulla vita contemplativa

Documenti propri

 

 

La Costituzione apostolica Sponsa  Christi, promulgata il 21 novembre 1950 da Papa Pio XII, istituiva ufficialmente le federazioni, con lo scopo principale di creare un collegamento fra i monasteri dello stesso ordine, che sono case autonome, al fine di prestarsi fraterno aiuto vicendevole, «per favorire lo spirito religioso e la vita monastica, ma anche per facilitare l’andamento economico».

La Sacra Congregazione dei Religiosi avviò l’iter per la costituzione delle federazioni nell’Ordine di S. Chiara nominando un proprio delegato per ogni provincia dell’Ordine dei Minori, su segnalazione del ministro provinciale. Per l’Umbria fu incaricato nel 1954 p. Antonio Farneti ofm.

P. Farneti iniziò subito la fase esplorativa, procedendo con un paziente lavoro di contatto, ascolto e coinvolgimento dei monasteri, attraverso colloqui con le comunità e con le singole sorelle per aiutarle a recepire la novità e l’opportunità delle federazioni. Aderirono alla costituenda federazione 17 monasteri. Nel corso degli anni, soprattutto nel secondo decennio del 2000, la Federazione si è allargata con l’ingresso di otto monasteri situati in altre regioni italiane e all’estero, mutando in qualche modo la propria fisionomia iniziale, arricchita dall’esperienza ecclesiale in altri contesti culturali. La comunione cresce anche nella valorizzazione dei diversi modi di vivere l’unico grande dono che ci accomuna e ci fa sorelle: il carisma di santa Chiara d’Assisi.

Come sintetizza la Costituzione apostolica di Papa Francesco, Vultum Dei quaerere, del 29 giugno 2016, la Federazione oggi è

un’importante struttura di comunione tra monasteri che condividono il medesimo carisma, affinché non rimangano isolati. Scopo principale delle Federazioni è promuovere la vita contemplativa nei monasteri che ne fanno parte, secondo le esigenze del proprio carisma, e garantire l’aiuto nella formazione permanente e iniziale, nonché nelle necessità concrete, attraverso lo scambio di monache e la condivisione dei beni materiali; in funzione di questi scopi, esse dovranno essere favorite e moltiplicate.

Per approfondire vedi Cor unum et anima una 1  e Cor unum et anima una 2 pubblicati in occasione del Cinquantesimo della Federazione.