Novaglie, Monastero Sancta Maria Mater Ecclesiae

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Il passaggio di san Francesco a Verona è legato al suo ritorno dalla Palestina nel 1220. Da questo passaggio prende avvio la presenza dei Frati Minori sul territorio veronese.

Poco dopo inizia anche la presenza di una comunità femminile che si ispira all’ideale di santa Chiara.

Gli storici non sono molto concordi sulle origini del primo Monastero di Clarisse dedicato a Santa Maria delle Vergini in zona Campo Marzio alla periferia della città e fuori della cinta muraria.

Di questo monastero benedettino risalente al 1081 esiste ancora una campanella che porta impressa tale data.

La prima ipotesi sostiene che le monache benedettine siano passate alla regola di santa Chiara per influsso del Cardinale Ugolino. La seconda versione attesta la presenza di alcune “sorores minores” in zona Aquaro, presso la chiesa di sant’Agata. Queste sorelle erano dedite alla cura dei lebbrosi (in particolare delle donne) affiancando l’opera caritativa e assistenziale dei Frati Minori.

Un gruppo di queste sorelle, già nel 1224, sceglie la vita di preghiera e di ritiratezza abbracciata da santa Chiara d’Assisi e si sposta nella zona di Campo Marzio, presso il Monastero di Santa Maria delle Vergini.

Al di là delle due ipotesi, rimane certa la notizia storica che il 3 marzo 1226, il Vescovo di Verona, concedeva un appezzamento di terreno in località Campo Marzio, al Cardinale Ugolino protettore dell’Ordine delle Damianite, perché potessero costruire o ampliare il Monastero. Sin dall’inizio le sorelle seguono le normative Costituzionali di Ugolino e non hanno possessioni. I Frati Minori esercitano la cura spirituale su di loro fino al XVI secolo.

Il Monastero, ricco di vita spirituale e culturale esercita un grande fascino sulle giovani veronesi anche di famiglia nobile. Per alcuni secoli le abbadesse saranno discendenti dei Della Scala.

Dopo pochi decenni dalla fondazione, il Monastero, per necessità, è costretto ad abbracciare la regola di Urbano IV. Si mantiene però sempre vivo l’ideale francescano e nonostante abbia possedimenti, la povertà regna di fatto nella vita delle sorelle.

La soppressione napoleonica priva la città di Verona di questa presenza. Le sorelle sono tutte disperse.

Un secondo Monastero prende vita nel 1425. Sotto l’influsso della predicazione di san Bernardino da Siena e del Movimento dell’Osservanza, alcuni veronesi facoltosi comperano un palazzo adattandolo a convento, con relativa chiesa, che viene dedicata a Santa Chiara, in zona San Giovanni in Valle. Dal convento del Corpus Christi di Mantova arrivano le prime suore: Marta, Maddalena e Paola Aliprandi, quest’ultima come badessa del Monastero. 

            Nel Cinquecento i cittadini di Trento desiderano avere nella loro città un Monastero di Clarisse e chiedono proprio alle monache di S. Chiara in Verona di realizzare questo loro desiderio. La partenza di quattro sorelle avviene il 2 novembre del 1533.

Anche il Monastero di S. Chiara si mantiene sempre fiorente per vocazioni e vita monastica fino all’infausto 1810.

            Passata la bufera di questo triste periodo, nel 1832 – compiuti i necessari restauri dopo il ventennale abbandono – Santa Maria delle Vergini riprende vita con un gruppo di donne che già da un po’ di anni conducevano vita religiosa sotto la guida di Teresa Cavalieri. Costei, col nome di sr. Maria Cherubina, solo nel 1845, con 35 sorelle, riesce a stabilire la regolare osservanza e l’erezione canonica, professando la Regola di Urbano IV.

            Il Monastero, di Santa Chiara, riprende vita, attingendo nuova linfa da quello di Santa Maria delle Vergini.

            Il vescovo Monsignor Benedetto De Riccabona, infatti, desiderando introdurre, anche a Verona, la pia pratica dell’Adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, pensa alle Clarisse, convinto che “per nulla essa si oppone all’osservanza della loro Regola, che anzi può dirsi del tutto conforme allo spirito della gloriosa loro Madre Santa Chiara, che tiene lo stemma della Augustissimo Sacramento.

Ottenuta l’adesione delle Sorelle di Santa Maria delle Vergini, nel 1857 si riapre la chiesa di Santa Chiara. Pian piano si avvia la ristrutturazione degli edifici e l’Adorazione perpetua.

Il Vescovo dispone che 12 delle settanta Clarisse di “Santa Maria delle Vergini” si trasferiscano nel convento di “Santa Chiara.”

            Il 23 settembre 1860, nel 10º anniversario del ritrovamento del Corpo della santa madre Chiara,  avviene la prima solenne esposizione del Santissimo Sacramento.

            Nel 1899, per motivi economici e pratici, le Clarisse rimaste in Santa Maria delle Vergini confluiscono nel Monastero di Santa Chiara, formando così un’unica Comunità di 62 Sorelle che professa la Regola di Urbano IV, fino al 20 agosto 1943 quando viene ripresa la (prima) Regola di Santa Chiara.

            Nel 1966 le clarisse sono ancora pellegrine …

Date le pessime condizioni edilizie del Monastero di Santa Chiara, grazie al premuroso e paterno interessamento del Venerabile Mons. Giuseppe Carraro, Vescovo di Verona, “ardente di amore alla santissima Eucaristia e a Maria Vergine”, il 21 novembre 1966 la Comunità si trasferisce sul colle San Fidenzio, a Novaglie, sulle colline veronesi, prendendo dimora nel nuovo Monastero dedicato alla Vergine, “Sancta Maria Mater Ecclesiae”, vicino alla Casa di Esercizi Spirituali eretta qualche anno prima per desiderio dello stesso Vescovo Carraro.

            La vita comunitaria continua così in questa meravigliosa vocazione“a cui Dio ci ha chiamate”, nella solitudine, nel silenzio, nella lode, nell’adorazione diurna e notturna del Santissimo Sacramento, sulle orme di tante anime generose che per amore hanno dato tutto.

 

ORARIO GIORNALIERO di preghiera

 

FERIALE                                                                                   

 

5.30     Ufficio delle Letture, Meditazione                                                                                

6.45     Lodi                                                                                

7.15     Santa Messa  con  esposizione del SS.mo Sacramento      

8.45     Ora di Terza                                                                  

11.15   Santo Rosario – Ora di Sesta                                         

15.00   Ora di Nona                                                                  

18.00  Vespri con Reposizione del SS.mo Sacramento, Meditazione                                                                                

20.50   Ora di Compieta               

                      


                   

DOMENICA E SOLENNITA’

 

6.00      Ufficio delle Letture,  Meditazione

7.00      Lodi

8.30      Ora di Terza 

9.00      Santa Messa con  esposizione del SS.mo Sacramento      

11.35    Ora di Sesta

15.00   Ora di Nona – Santo Rosario

18.00   Vespri con Reposizione del SS.mo Sacramento, Meditazione                       

20.50   Ora di Compieta