Cristo è nato per noi, venite adoriamo! – Lettera di Natale delle Clarisse di Borgo Valsugana

“Quando Augusto estendeva la sua autorità sull’intero mondo abitato,

ebbe fine la moltitudine dei regni;

quando Tu hai preso carne dalla Vergine fu abbattuto il politeismo idolatra.

Tutte le città della terra passarono sotto l’unico potere,

e i popoli credettero all’unico Dio sovrano.

Le nazioni furono censite per ordine di Cesare

ma noi, i credenti, siamo stati registrati nel nome della Tua divinità,

grazie alla Tua incarnazione.

Grande è la Tua bontà, Signore, gloria a Te!”.

Stichirà del lucernario

Carissimi fratelli e sorelle,

                      il Signore vi dia pace!

In comunione con ognuno di voi, stiamo entrando nel tempo dell’anno liturgico che ha il suo culmine nel Natale, nell’incarnazione del Signore. Questo culmine, verso cui la liturgia ci spinge a volgerci, accende come una calda luce nel tempo autunnale e invernale, che ci circonda e ci avvolge. Il freddo e il buio che caratterizzano questo periodo dell’anno fanno da eco e simboleggiano quanto appesantisce e intristisce i nostri cuori e a cui spesso, pur desiderandolo ardentemente, non riusciamo a far fronte. Ma la luce che viene dal Natale ci invita dolcemente a guardarla, a lasciarcene illuminare, ad orientare il nostro vivere nella sua direzione. È la luce, piena di gioia, che scaturisce dal dono per eccellenza che il Natale vuole e può farci: la certezza e la fiducia che la nostra vita è visitata e abitata dalla presenza amante di Dio. Una presenza mite e dolce, disarmata e disarmante – un Bambino! – che vuole portare nella nostra vita e nell’esistenza del mondo solo amore, perdono, salvezza e pace.

Carissimi amici, lasciamoci illuminare da questa luce, capace di dissipare ogni oscurità e freddo che albergano nei nostri cuori e nelle vicende del nostro mondo. Lasciamo che sia essa a guidare i nostri passi, le nostre scelte, il modo di vivere le nostre relazioni.

Allora l’annuncio che ci sarà rivolto la notte di Natale, l’annuncio di una grande gioia, sarà realmente per noi e potremo vivere i nostri giorni resi più certi che Dio è con noi, nostro amico, nostro alleato, nostro salvatore.

Auguriamo ad ognuno di voi di lasciarvi incontrare e avvolgere da questa luce e da questa gioia!

In contemplazione della presenza divina, umile ma tenace, che accompagna i nostri giorni, vogliamo condividere con voi alcuni eventi della nostra vita fraterna di quest’anno, riconoscendo il segno della visita del Signore nella gioia che ci hanno donato.

Nel corso della primavera si sono finalmente conclusi i lavori che per lungo tempo ci hanno impegnate nell’adattare alla clausura gli spazi e gli ambienti che i frati ci hanno donato chiudendo il convento di Borgo. È stato un tempo caratterizzato dalla laboriosità di un cantiere, che ha fatto come da specchio all’edificazione spirituale a cui ci chiama continuamente il nostro vivere insieme nel nome del Signore. Significativamente uno dei primi gesti che hanno segnato l’inizio del nostro abitare i nuovi spazi è stato, poco prima di Pasqua, la benedizione della cappella. Benedizione in cui abbiamo come raccolto con cuore grato il lavoro profuso dagli operai, gli artigiani e i professionisti coinvolti nel progetto e, insieme a loro, i tanti amici e benefattori che con il loro aiuto ci hanno permesso di portarlo a termine.

Abbiamo fatto esperienza di questo sostegno generoso e benevolo anche nella risistemazione della parte di bosco che si trova all’interno della clausura e che era stata danneggiata dalla tempesta Vaia che nell’ottobre dell’anno scorso ha colpito violentemente il Nord Italia. Grazie all’impegno dei vigili del fuoco di Borgo, del gruppo fedele dei volontari pensionati e di altri amici è tornato ad essere per noi uno spazio di ristoro e di contemplazione, pur rimanendo ancora il segno della ferita subita, a memoria della responsabilità e della cura che dobbiamo alla casa comune.

Mentre eravamo impegnate in questi lavori, si è aggiunta l’imprevista necessità di un intervento al muro di cinta, ma l’entità del costo del lavoro, sommata a quelli già in corso, non era per noi sostenibile. Per questo con fiducia e confidenza vi abbiamo chiesto aiuto. E ancora una volta, nella generosissima risposta che abbiamo ricevuto, abbiamo fatto esperienza in maniera sovrabbondante della forza delle relazioni fondate in Dio. Vogliamo esprimervi nuovamente il nostro sentito e commosso grazie, che si fa preghiera per ciascuno di voi.

Se nei mesi appena trascorsi la cura per le pietre materiali ha avuto tanta parte, altrettanta e ben maggiore ne ha avuta anche la cura per le pietre vive che sono le nostre relazioni fraterne con gli amici, i benefattori, i familiari, i fratelli e le sorelle della famiglia francescana.

Due eventi ci hanno viste particolarmente coinvolte nell’intercessione e nella comunione fraterna: il Capitolo provinciale dei nostri frati della Provincia Sant’Antonio, in aprile, e l’Assemblea elettiva della nostra Federazione, in maggio.

Nel Capitolo provinciale c’è stato l’avvicendamento nel servizio di Ministro provinciale di fra Enzo Maggioni a fra Mario Favretto. Siamo vicine con sentimenti di gratitudine ad entrambi questi nostri cari fratelli come a tutti i frati della Provincia, nel desiderio grande di continuare a camminare insieme con loro, uniti nello stesso carisma.

L’Assemblea federale, in cui ci siamo ritrovate con le madri e le sorelle delegate di tutti i monasteri della Federazione, è stata un’occasione unica di ascolto, di condivisione, di crescita nella comunione e di conferma reciproca della volontà di seguire le orme del Signore Gesù Cristo, nostra forma di vita. L’Assemblea ha eletto come nuova Presidente della Federazione madre Chiara Cristiana Mondonico, che accompagniamo con gratitudine nel suo servizio di unità e di vicinanza alle nostre comunità.

Anche nella nostra piccola chiesa locale è stato tempo di cambiamento con l’ingresso in ottobre del nuovo parroco, don Roberto Ghetta. Ci siamo unite alla gioia di tutti i parrocchiani nell’accogliere don Roberto, riconoscendo nel suo servizio di pastore un dono per il nostro cammino di fede. Così come lo è stato, prima di lui, padre Maurizio Baldessari, nel suo mandato di amministratore parrocchiale.

Ci è particolarmente caro condividervi un altro motivo di gioia: l’entrata in monastero della giovane Francesca, che ora, nel tempo del postulantato, sta sperimentando la nostra vita e verificando la sua chiamata a seguire il Signore nel solco evangelico di santa Chiara. Affidiamo il suo cammino alla preghiera di tutti voi.

Insieme vi assicuriamo la nostra, piene di gratitudine per il vincolo di carità che ci unisce. Il Signore vi doni l’intima certezza della sua presenza in mezzo a noi per vivere con il cuore fatto lieto da questa fiducia. Buon Natale, carissimi!

Con amicizia e riconoscenza

madre Barbara Veronica e sorelle